Testo e rime del Papiro di Laurea

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Università degli studi di Padova

Nel lontano 29 dicembre 1993 sei nato
Ha sbagliato secolo subito qualcuno ha pensato
Da Mario e Liviana sei stato concepito
L’avvento dell’orco e il suo primo grugnito!

Allo zoo hanno provato a mandarti
Ma perfino le scimmie solerti a scacciarti
Allora spedito alle Barbarani
Con Giordy e zio Righe dei veri marrani

Ma di un vero amico avevi bisogno!
Un brasiliano in ciabatte la realizzazione di un sogno
Un’icona fashion che ti ha ispirato
E camicie hawaiane da li hai sempre sfoggiato

Su due ruote il quartiere giravi
Bersaglio perfetto delle bande rivali
Hai dovuto pensare a una soluzione
Della maraja hai trovato la protezione!

Svariate prove hai dovuto affrontare
Prima che il tuo nome potesse contare
Ma ora citiamo qualche sevizia
Lo sputo di Palma la prima delizia!

Cazzadori si sa non ha la mano delicata
Ti sei ritrovato la faccia immersa nella siepe potata
La volta seguente fu più garbato

Dentro ad un cassonetto ti ha solo infilato!



Una cosa va detta, non rinunciavi ai tuoi ideali
E con fierezza più volte ci hai rimesso gli occhiali!
Quando i primi schei hai voluto fare
alla sagra con un risotto ti sei fatto pagare

Scoperto l’inganno ti sei fatto furbo
E da Paolo e Rosetta hai messo il turbo
Mi danno un sacco di mance! A tutti dicevi
In realtà erano truffe e tu lo sapevi!

Nel frattempo al don Mazza la matrona ti ha mandato
E sui banchi per impegno non hai certo brillato
Ma la fama hai comunque conquistato
Per il tuo accento da rumeno sgangherato.

Tra flessione e piegamento ti sei barcamenato
E il pantalone elegante hai quasi strappato
Una folla esultante con feisbuc hai invitato
E il diploma scientifico hai rubato

A santa viola una grande balla ti sei preso
E in barella ti sei trovato steso
Tolta la flebo sei resuscitato
E di nuovo alla bottiglia ti sei abbracciato!

Come poi dimenticare il diciottesimo di Salvatore
Quando hai fatto conoscere le tue doti di falciatore
Spagnolo perfetto cominciasti a parlare
E la torta con le mani hai iniziato a divorare

Peccato non avere avuto una cinepresa
Quando da Aiello hai compiuto un’impresa
Giocando a birra pong hai dragato elegantemente
E con prontezza ti sei rimesso a giocare come fosse
niente!

Per ritrovare la retta via a Lurides ti sei fatto trascinare
Con l’antico Quozzo, Zangra e il parente sei andato a meditare
Ma pure in tal circostanza ti sei riuscito a sbronzare
E di certo sulla via del ritorno non hai smesso di bestemmiare!

Poi con Luca Turbo ed il Quozzo a Padova sei andato
Per informarti sull’università che non hai trovato
Nella tana del luppolo da un aperitivo ti sei fatto ingannare
E cosi sbronzo dai negri sei dovuto scappare!




Sempre epica poi fu
Quando per briscola tirasti giù anche Gesù
Il povero Matteo costantemente hai insultato
Ma ammettiamolo quel ragazzo se l’era proprio meritato
(BREVE SPIEGAZIONE E GOCCETTO!)

L’unica volta che hai avuto successo in cucina
è stata proprio quella notte in nella casa vicentina
quando un pezzo di carne sei riuscito a scongelare
con la potenza del tuo porcheggiare:
determinazione e bestemmie ti hanno aiutato
e lo schimico dei tuoi amici hai placato

Passiamo ora alla famosa settimana a Duna Verde
Play station e tromboni eravamo proprio delle merde
Ma d’altronde il tempo poco ci aiutava
E tutto il tempo dal cielo diluviava
Bisogna poi dirlo quella volta rischiammo un po; di impazzire
Ma alla fine anche quello ci ha fatto più unire
(BEVI AL GRUPPO STORICI MERDA)

Ogni anno arrivò l’invito a San Zeno
E delle cene di tua mamma non si poteva fare a meno
Come poi del leggendario campari Cynar
Ne bevevamo valanghe al solito bar

Poi al baldo ci volesti portare fino in vetta
Ma del compleanno di Faghe ti scordasti per la fretta
Vabbè lo sappiamo fa parte di te non pensarci più
Casomai bevici un pochino su (BEVI)

Nella tua complicata vita patavina
Giovanni e faghe ricordano quella tua puzza sopraffina
Quella volta arrivasti dicendo:” Ragazzi la doccia si è rotta”
Ma una puzza da barbone rese l’aria ridotta

Non pensavamo fosse umanamente possibile
Ma con te ogni cosa non è più incredibile!

Come quella volta che alle 2 del mattino
Ordinasti una pizza con triplo salamino
Ma il sonno alcolico in quel momento ti stese
E due furbacchioni te la tolsero rapidamente dalle spese

Alle feste in arcella eri il maestro della vivacità
Ma dopo tre drink perdevi la tua dignità
Ci deliziavi con grosse risate e mirabolanti racconti
Che però preannunciavano i tuoi sonni sempre pronti

Bisogna dirlo sei sempre stato il centro della festa
Tranne quando le paranoie pre tesi ti attanagliarono la testa
Conoscendoti te lo possiamo anche lasciar passare
Ma una cosa proprio non la dovevi fare


Ma per fortuna ti sei trovato tra i selvatici e gli storici
E insieme a loro e all’ALCOL son venuti fuori eventi tragicomici
(BEVI MERDAAAAAA!)
Come non ricordare quel periodo di bevute allucinanti
Alla fine si sfociava sempre in discorsi un po; inquietanti
Basterebbe chiedere al maestro e alle sue amiche
Che dopo un paio di bibite non ti parevano più delle fiche

Così allora tutto infervorato e con la testa ciondolante
Di Silvio e di politica parlavi, risultando a loro un po pedante
Per questo motivo ti ritrovavi spesso tutto solo
E non poche volte tornando rovinavi al suolo

L’alcol è stato sicuramente un gran compagno
Ma a Padova imperdibili erano le partite a gnagno
A vincere ci hai anche provato con impegno
Ma nel culo hai sempre preso un bastone di legno

Mai una volta trionfasti sul pagotto balcone
Ma i tosi il morale ti sollevavano con un pranzo e un bel cannone
Le lunghe fumate erano un piacere sopraffino
Come non ricordare le famose cene nel vicentino?

La prima volta tra erbetta e vino rosso
Con un DIO BOIA la fede della mamma di Giovanni hai smosso
La seconda la ricordiamo tutti bene
Nel bar del Vicenza ti si gelarono le vene

Fin sulla piazza del colle di Creazzo, arrivasti sudato
E dal bagagliaio per un tonfo con veemenza hai bestemmiato
(RACCONTA E BEVIIII !!)

Non si può non citare il viaggio a Lisbona
Per cinque storici patiti per la mona
A Porto siamo incappati in Rua du Cativo
Il selfie per te era imperativo

Poi con Giovanni in una trattativa spinosa vi siete imbarcati
E alla fine siete rimasti ovviamente inculati
All’arrivo a Lisbona avete trovato il buon Pillon
Ma faceste lunghe camminate notturne non il raggaeton

Non possiamo non ricordare di quella matta serata
Con il compagno comunista tu te la sei spassata
Tra kilt, ubriaconi e cori del Celtic
Di tornare a casa non eravate certic



Parlando di conquiste ci sai proprio fare
Per questo non solo a Venezia ci si può limitare
Nel profondo sud per scommessa
Hai amoreggiato pure con una cessa!
Di ritorno dalla Calabria ti sei fatto valere
E della iussolino hai preso potere
L’accoppiamento però non fu certo successo
Quando sboccasti su di lei al posto che al cesso!

STORIA

è dottore in

Facoltà di Storia

Questa è la fine vecchio ubriacone
E dopo tutto sto tempo ti meriti un bello schiaffone!

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Papiro di laurea con 15 paragrafi di testo